Basilica di San Francesco

san francesco

 

La Basilica di San Francesco risale al XIII secolo ed è dedicata al Santo di Assisi.

I lavori di costruzione vennero iniziati su un terreno donato dal comune , intorno all'anno 1236, da Marco da Brescia e dal fratello Giovanni, frate francescano.

L'edificio, pur rimanendo nella facciata legato all'architettura romanica, mostra contemporaneamente chiari richiami all'architettura gotica e ai modelli delle costruzioni cistercensi francesi. L'interno è a tre navate con deambulatorio absidale con corona di nove cappelle a raggiera, altissime volte esapartite (cioè divise in sei vele, come a Notre Dame di Parigi) con archi acuti, archi rampanti su contrafforti. Sul lato meridionale della chiesa, che è orientata "liturgicamente" ad est, venne ad articolarsi il complesso conventuale e dietro il coro sorse il cimitero, che accolse le tombe di molti giuristi e dottori dello Studio di Bologna. Oggi ne resta il ricordo dei monumenti funerari di Accursio, Odofredo e Rolandino de' Romanzi, visibili in piazza Malpighi: le cosiddette Tombe dei Glossatori. A destra della facciata sorge l'antico Refettorio, già esistente nel 1280, dove nei primi decenni del XIV secolo Francesco da Rimini dipinse episodi della vita di Cristo e di San Francesco. I frammenti superstiti del prezioso ciclo pittorico, danneggiato nel secolo XIX, sono conservati parte alla Pinacoteca Nazionale, parte all'interno della chiesa, alle pareti del presbiterio. Al centro del presbiterio domina sull'altare la mirabile pala marmorea eseguita dai veneziani Jacopello e Pier Paolo Dalle Masegne (1388-1393), ornata con rilievi relativi ad episodi della vita di San Francesco e con statuette di Santi e Angeli musicanti. Le cappelle absidali, restaurate o rifatte in tempi moderni, ospitano opere di vario genere. La cappella centrale è ornata da un Crocefisso del XIV sec. Nel 1936 venne rinvenuto un grande affresco di Vitale da Bologna raffigurante l'Ultima Cena (1340), che si può ancora ammirare alla pinacoteca Nazionale.

Nel corso dei secoli la chiesa subì manomissioni ed aggiunte, Nel 1796 l'edificio fu saccheggiato delle truppe francesi che lo ridussero a caserma; il convento fu soppresso e la chiesa, sconsacrata ed ulteriormente spogliata di opere d'arte, fu adibita a caserma. Fu poi riaperta al culto nel 1842 per divenire pochi decenni dopo un magazzino militare.  Riaperta nuovamente al culto nel 1886, poté finalmente riacquistare il primitivo aspetto grazie agli accurati restauri di Alfonso Rubbiani (la cui tomba si trova proprio ai piedi dell'altare). Ridotta a rovina a causa di un bombardamento nel luglio del 1943, la basilica tornò all'antico splendore grazie ai restauri, conclusi nel 1949, del Genio Civile e della Sovrintendenza ai Monumenti, sotto la direzione di Alfredo Barbacci.

Qualche curiosità...

Fino al 1890 c'era un lungo porticato, eretto nella prima metà del XVII secolo che lungo piazza Malpighi univa via S. Isaia con via del Pratello, occultando l'abside e le tombe dei Glossatori.

All'interno della Basilica riposano le spoglie mortali dell'Antipapa Alessandro V.

All'inizio della stagione calda fino all'autunno la piazza antistante la Chiesa diventa un suggestivo "salotto" a cielo aperto...tantissimi ragazzi si ritrovano a chiacchierare suonare ballare fino a tarda notte.

Silvia Macchiavelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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